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Nel caso specifico del caffè verde, le proprietà sarebbero legate, oltre che alla caffeina, al suo contenuto in acido clorogenico, uno dei polifenoli presenti nel caffè. Ma cosa c’è di vero? Niente. L’Autorità Europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha esaminato i dati sul caffè verde e sul suo ruolo nel controllo del peso. E non li ha ritenuti validi per dimostrare l’efficacia del caffè verde nella perdita del peso. Riconoscere la pubblicità-bufala

Chicchi di caffè verdeNel caffè verde si trovano sostanze, che agiscono in maniera multidirezionale. Fra l’altro permettono di aumentare l’attività di bruciatura dei grassi da parte dell’organismo, l’eliminazione del tessuto adiposo dal fegato e limitano l’accumulo degli zuccheri nel tratto intestinale. Il Caffè Verde possiede anche un alta quantità di antiossidanti, che influiscono in maniera positiva nella costruzione del sistema immunitario e circolatorio. L’ingrediente che risponde particolarmente alle proprietà uniche del caffè verde, è l’acido clorogenico. Cos’è l’acido clorogenico (CGA)?

Grazie alle analisi citate e all’azione dei chicchi di caffè verde descritte, sarà più semplice prendere la decisione sulla cura dimagrante da seguire utilizzando il preparato contente il suo estratto. Le conferme scientifiche e mediche sull’efficacia fanno si, che questi preparati meritano totale fiducia. Infine non resta che augurare i migliori effetti durante la perdita dei chilogrammi di troppo utilizzando le compresse contenenti l’estratto di caffè verde.

A dir il vero, il caffè verde crudo contiene MENO caffeina (ed in forma legata all’acido clorogenico , originando il clorogenato ) rispetto al caffè tostato. La forma chimica e complessa della caffeina contenuta nel caffè verde crudo ne riduce i tempi di assorbimento, dilazionandone la concentrazione ematica in maniera progressiva ciò significa che, contrariamente al caffè torrefatto – il cui contenuto in caffeina dopo l’ingestione viene assorbito entro 30-40′ minuti, al seguito dei quali comincia la relativa metabolizzazione epatica e lo smaltimento renale – il caffè verde crudo consente un ingresso in circolo più moderato della caffeina MA anche una maggior emivita della stessa.

Tuttavia, gli studi sono stati effettuati su integratori alimentari a base di estratto di caffè verde. La scelta di utilizzare il caffè verde non torrefatto è information dal fatto che la torrefazione, a causa delle alte temperature utilizzate, possa danneggiare gli acidi clorogenici che, invece, restano attivi e inalterati nei chicchi di caffè verde. È emerso, pertanto, che questo estratto di caffè ha dimostrato di avere reali effetti nel controllo della glicemia e che può essere utile nella regolazione del metabolismo degli zuccheri.